"Bisogna zittire i catastrofisti"

Uno sguardo ai giornali di oggi mi spinge a raccogliere impressioni varie sulle ultime affermazioni e azioni del Presidente del Consiglio. Il titolo l'ho preso dalla Stampa, il ricordo della fotografia dall'Unità, la fotografia dal sito Americaoggi. Dalla Repubblica, infine, a futura memoria, il documento audiovisivo:
"Per combattere davvero la crisi economica bisogna «chiudere la bocca a tutti questi organismi internazionali che ogni giorno dicono la crisi di qua e la crisi di là» e anche «agli organi di stampa che tutti i giorni danno incentivi alla paura e diffondono il panico». Lo dice il premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa a Palazzo Chigi per l’approvazione del Dl manovra.
«Gli organi di stampa - ha insistito Berlusconi - riprendono le posizioni del tanto peggio tanto meglio delle opposizioni e danno incentivi alla paura». ...
«Occorre incentivare l'azione affinchè editori e direttori dei giornali non contribuiscano a diffondere pessimismo» ...
«L'ho detto a Santa Margherita anche se ha fatto scandalo e lo ripeto: gli imprenditori devono minacciare di non dare pubblicità a quei media che sono essi stessi fattori di crisi».
Al G8 e G27 che «presiederò dirò agli imprenditori di non avere paura, di pubblicizzare i loro prodotti e di essere più convincenti con i direttori e i responsabili degli organi di stampa, incentivandoli affinchè non diffondano la paura».
«Bisogna rilanciare i consumi come prima. E per risollevarli bisogna far sì che prima di tutto il governo e in secondo luogo tutte le organizzazioni internazionali, lavorino per rilanciare la fiducia». Secondo il Cavaliere queste organizzazioni internazionali «un giorno si» e uno no escono e dicono che il deficit è al 5%, meno consumi del 5%, crisi di qui, crisi di lá, la crisi ci sará perfino al 2010, la crisi si chiuderà nel 2011... un disastro. Dovremmo - avverte - veramente chiudere la bocca a tutti questi signori che parlano, magari perché di cose che i loro uffici studi gli dicono possono verificarsi, ma che così facendo, distruggono la fiducia dei cittadini dell'Europa e del mondo». Tra gli altri, a parlare del pil a meno 5% era stato giovedì il governatore di Bankitalia Mario Draghi.
«Gli italiani ci hanno votato e continuano a darci consenso nonostante tutti i miasmi, le calunnie e i veleni che tentano di lanciarci addosso per sommergerci. Gli italiani ne vengono fuori con un maggiore attaccamento a noi, alla nostra parte politica e a me personalmente. Io credo che gli italiani ci premino perché rispettiamo gli impegni assunti, questa è la vera moralità che abbiamo portato nella politica. Con il testo di questo decreto guardiamo al domani perché è un decreto di spinta all'economia»."
Citazioni da: Corriere della Sera, 27 giugno 2009
Una pagina di diario, per me amarissima. Non faccio parte di quegli italiani, lo so, ma esisto ugualmente come cittadina. Il "premier" dimentica il dovere di governare per tutti gli italiani e non solo per il suo 35% del 65%. Le idee che esprime sono inaccettabili in qualsiasi democrazia, il fatto che le teorizzi così apertamente contro tutto il mondo si colloca negli episodi che passano alla Storia. Non positivamente. Non invidio Berlusconi, anzi, sono felice della mia posizione di semplice onesta cittadina. Non lo odio, perché odio e disistima non vanno d'accordo. Mi fa pena, come mi fanno pena e rabbia i "suoi italiani", miei concittadini e concittadine, per nulla sensibili queste ultime alle offese inferete a noi donne dal cosiddetto "sultano".
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DONNE ITALIANE: DIFESA DELLA DIGNITA' FEMMINILE
Appello di donne alle first ladies:
"Non venite al G8 italiano"
"Siamo profondamente indignate per il modo in cui il presidente del Consiglio italiano tratta le donne sulla scena pubblica e privata"
Le firme - Le adesioni prima della pubblicazione dell'appello L'appello sulla stampa estera: BBC - New York Times - Times El País - Daily Telegraph - El Mundo
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TRE LETTERE
A proposito di donne italiane e sultanato, la lettera esemplificatrice del pensiero femminile berlusconista di una deputata del PdL, Melania Rizzoli, a Veronica Berlusconi:
Angelo Rizzoli, marito della suddetta Melania, scrive molte cose anche lui al Corriere della Sera e, a proposito di Veronica Berlusconi dice:
«Veronica vive in un castello dorato, si sposta con aerei privati, non frequenta nessuno tranne quattro amiche milanesi che vanno bene giusto per lo shopping ma se chiedi chi è Obama non lo sanno. Veronica è condizionabile; e probabilmente è stata condizionata. Dicendo che il marito non sta bene ed è inaffidabile, non si è accorta di far male ai suoi figli, di destabilizzarli. Soprattutto il più piccolo, Luigi, che andrebbe invece sostenuto: a volte ci si ritira nella religione come fuga dal mondo». ... [ da: L’amico del Cavaliere: molti altri fanno le cose imputate a Berlusconi: «Un complotto, Silvio reagisca. È come la vicenda Montesi» Angelo Rizzoli: alle feste romane anche leader di sinistra con ragazze di poca virtù, Corriere della Sera, 25 giugno 2009 ]
A cotanti sostenitori della morale pubblica e privata, incentrata particolarmente su concezione e ruolo delle donne, risponde oggi Veronica Berlusconi:
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Gli occhi di Neda

ندا
L'ultimo lampo della vita di Neda, una ragazza che muore, in jeans, maglietta e scarpe da ginnastica. L'ultimo lampo tra vita e morte. Nella storia, per sempre, infelicemente e gloriosamente. Nella storia a testimoniare la ferocia degli assassini che uccidono in nome di uomini che gestiscono il potere in nome di una loro volontà divina. In vicende come questa è indifferente, quasi, che si tratti di cosiddette democrazie o teocrazie. E' il potere che si esercita sulla vita e sulla morte, meglio se in nome di un "dio" inventato, mistificazione del concetto stesso di Dio.
"Questa è la disperata testimonianza del medico che ha assistito la ragazza nei suoi ultimi momenti; testimonianza subito cancellata, ma ritrovabile come il link sul blog cui è stata inviata: «I “Basij” hanno sparato e ucciso una giovane donna in Teheran, il 20 giugno mentre protestava. Alle ore 19:05. Posto: Carekar Ave., all’angolo con la strada Khosravi e la strada Salelhi. La giovane donna era accanto al padre ed è stata sparata da un Basij che si nascondeva sul tetto di una casa civile. Ha avuto una vista perfetta della ragazza, e dunque non avrebbe potuto mancarla. Ha sparato diritto al cuore. Sono un dottore e mi sono precipitato immediatamente a cercare di salvarla. Ma l’impatto del proiettile è stato così forte che è esploso nel suo petto e la vittima è morta in meno di due minuti. Il video è stato girato da un amico che mi stava accanto. Per favore, fatelo sapere al mondo»." [ Neda la prima martire di Lucia Annunziata, Corriere della Sera 22 giugno 2009 ]
Neda, con i suoi occhi, con quel suo ultimo sguardo, con la perdita della sua vita, è una testimone, ma disgraziatamente non è la prima martire della teocrazia iraniana, non la prima in ordine cronologico. I teocrati islamici cominciarono subito a uccidere. Hanno poi continuato a farlo senza misura e senza giustiziza, anche in modi esecrabili, esaltando la funzione della morte lenta tra i tormenti. La lapidazione come strumento della pena di morte è solo un esempio orribile e non dei peggiori.
I giorni della cosiddetta rivoluzione islamica tra il 1978 e il 1979, anno della vittoria khomeinista, furono vissuti con partecipazione cieca dall'Occidente ignorante. Michel Foucault è stato uno dei personaggi esemplari di una simpatia fondata sull'ignoranza delle cose iraniane in generale e sciite in particolare. Solo a pochi fu chiaro in quei giorni che le conseguenze di quella rivoluzione e del sangue di innocenti martiri le avrebbero pagate i bambini e le bambine dell'epoca e quelli che sarebbero nati dopo, per almeno 25 o 30 anni. Ne sono passati 30 di anni.
Quanti di noi sanno o possono anche soltanto immaginare il coraggio fisico e morale che è necessario per opporsi ai tiranni in quel modo nelle strade, rischiando la vita, la prigionia, le orrende torture dei teocrati criminali? E, infatti, non è solo coraggio, è disperazione.
Che cosa faremo noi adesso, oltre a tesimoniare la nostra vicinanza con messaggi nel WEB? Non m'illudo. Noi siamo impotenti. Le persiane e i persiani sono soli.
IL VIDEO DELLA MORTE DI NEDA

di SHIRIN EBADI
Il malcontento popolare per i risultati elettorali non riguarda esclusivamente le recenti votazioni. Anche quattro anni fa furono sollevati non pochi sospetti di brogli, quando Ahmadinejad venne eletto presidente. All’epoca, i suoi oppositori politici erano Mehdi Karroubi e Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, due noti e potenti personaggi della Repubblica islamica. L’incarico principale di Ahmadinejad fino a quel momento era stato solo quello di sindaco di Teheran, ma godeva dell’appoggio della milizia Basiji e dell’Ayatollah Khamenei, guida suprema a vita della Repubblica islamica. Karroubi presentò in quell’occasione ripetuti reclami al Consiglio dei Guardiani della rivoluzione, l’istituzione governativa incaricata di vigilare sul processo elettorale, ma senza ottenere alcun intervento fattivo. Il presidente Mohammad Khatami annunciò che erano state riscontrate numerose violazioni. Per di più, Hashemi Rafsanjani dichiarò che avrebbe presentato ricorso a Dio in persona, poiché nessuno in Iran era disposto ad ascoltare le sue rimostranze.
I quattro anni di Ahmadinejad alla guida del Paese hanno causato profonda insoddisfazione nella popolazione. In questo periodo, l’inflazione ha raggiunto il 25 per cento, i prezzi aumentano di giorno in giorno e il potere d’acquisto della gente continua a calare. Molti giornali sono stati chiusi, un gran numero di attivisti politici e per i diritti umani è finito in prigione, è stato soppresso il Centro dei difensori dei diritti umani, e via dicendo. Il capo supremo della rivoluzione continua ad appoggiare il premier, malgrado i crescenti malumori della popolazione, anche dopo l’annuncio del Majles (il parlamento) che un miliardo di dollari sono stati utilizzati senza alcuna approvazione legale. L’opinione pubblica iraniana è indignata. Queste le principali obiezioni sollevate:
1. Nella maggior parte dei seggi elettorali è stato vietato l’accesso ai rappresentanti di Mir Hossein Mousavi e di Mehdi Karroubi.
2. Da più parti è stata denunciata la manomissione delle urne.
3. Ahmadinejad ha ottenuto 14 milioni di voti nelle precedenti elezioni.
Stavolta, però, ha vantato 24 milioni di preferenze. Mehdi Karroubi, dal canto suo, ha dichiarato che i suoi voti sono risultati inferiori al numero dei componenti della sua circoscrizione elettorale e dei sostenitori del partito «Etemad Melli» da lui fondato. Quando milioni di persone a Teheran e in altre città si sono riversati nelle strade per protestare contro i risultati elettorali, è apparso chiaro che i 24 milioni di preferenze attribuite ad Ahmadinejad non potevano essere veritiere. Un gran numero di attivisti politici e sociali, tra cui Saeed Hajjarian, Mostafa Tajzadeh, Abdolfattah Soltani e Reza Tajik sono stati arrestati. Sono stati soppressi i collegamenti internet e ai giornalisti stranieri è stato ordinato di lasciare l’Iran al più presto possibile. Le reti televisive e di telefonia mobile, come Voa e la Bbc, sono state oscurate e interrotte, nel tentativo del governo di tagliare le linee di comunicazione tra la popolazione. La situazione ha spinto molti deputati a presentare una lettera di protesta al presidente della Camera, Larijani, il quale ha addossato al ministro dell’Interno la responsabilità dei disordini e delle violenze.
Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi hanno però incoraggiato i loro sostenitori a mantenere la calma e organizzare manifestazioni pacifiche, incitandoli a dar voce alla loro insoddisfazione con il grido di Allah-o-Akbar (Dio è il più grande) tra le 9 e le 10 di sera, invocazione che riecheggia ogni notte nell’intera città e riporta alla mente le notti della rivoluzione. L’intensificarsi delle proteste popolari ha convinto il capo supremo della Repubblica islamica a ordinare un’inchiesta sui ricorsi presentati e il Consiglio dei Guardiani ha annunciato un nuovo conteggio dei voti in alcuni seggi elettorali. Questo, tuttavia, a quanto pare, non basterà a calmare gli animi. La migliore soluzione per riportare la pace in Iran sarebbe invece:
1. La liberazione incondizionata di ogni persona arrestata o imprigionata per aver contestato il risultato elettorale.
2. L’immediata cessazione della repressione contro i manifestanti da parte della polizia e delle milizie del Basiji.
3. Annullare le elezioni.
4. Indire nuove elezioni con la presenza di osservatori internazionali.
5. Risarcire i feriti e le famiglie di quanti hanno perso la vita.
Solo se queste condizioni saranno rispettate la calma tornerà a regnare nella società iraniana.
(traduzione di Rita Baldassarre)
Citizen Berlusconi (il presidente e la stampa) è un documentario del 2003, diretto da Andrea Cairola e Susan Gray.
Questo documento è stato trasmesso per la prima volta il 21 agosto 2003 nel corso del programma Wide Angle di Thirteen/Wnet New York, la maggior emittente della TV pubblica americana PBS.
Come si nasconde una notizia : i TG italiani
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Ne ha fatta di strada il cittadino Berlusconi dal lontano 2003. Oggi ha il lodo Alfano e, fra poco, grandi limitazioni per le indagini della magistratura con la legge contro le intercettazioni e la libertà di stampa, legge non ancora approvata, ma non ci sono dubbi. Lui dice che il popolo italiano è tutto con lui, anzi no, il 72% (come da sondaggio su approvazione B.)? anzi no, il 35% (voti ricevuti dal PdL alle europee intese come referendum per B.).
Come fa il 72% a essere uguale al 100% e come fa il 35% del 61% (votanti europee) a essere uguale al 72%?
Corrono veloci questi giorni e ancor più veloci le vicende che andiamo scoprendo. Non tutti, però. I fruitori del TG1 e altri TG del genere come unico mezzo di informazione non hanno ancora scoperto niente. Beati loro e la loro innocenza. Lo dico con ironia bonaria nei loro confronti ma con rabbia nei confronti del neodirettore del TG1 Minzolini. L'informazione ricavata dalla stampa a dalle rete mi ha dato un'idea precisa del lavoro di quest'ultimo e del diritto che si è arrogato di decidere che cosa i cittadini devono o non sapere, nonostante paghino la tassa denominata "canone". Io difendo le persone che non sanno nemmeno di essere defraudate del loro diritto a un'informazione completa.
Per l'uomo Berlusconi provo compassione, penso che stia soffrendo, anche se il suo modo di reagire mi sembra sconveniente: silenzi, battute fuori luogo, aggressività incontrollata. Per la sua politica, le sue incoerenze, il suo essere di cattivo esempio e, in una parola, per la sua ybris provo avversione. La storia del cittadino Berlusconi, dal primo decreto Mammì in era caxiana (1984) a oggi, si è sviluppata soprattutto in spregio alla giustizia e a vari principi costituzionali. Ma mi sono sempre presenti le responsabilità di tutti coloro che hanno reso possibile la vicenda politica berlusconiana, le responsabilità di ogni elettrice ed elettore, le responsabiltà di uomini e donne di potere, le responsabilità di rappresentanti del popolo che si sono messi al suo servizio.
Furio Colombo parla dell'ultimo Parlamento italiano riferendosi alle votazioni sul decreto per l'Abruzzo. Ho seguito con crescente infelicità la discussione (?) alla Camera, emendamento dopo emendamento, bocciatura dopo bocciatura, così, inesorabilmente, come fosse un dovere indiscutibile, anche quando si travva di proposte minime e di assoluta ragionevolezza. Non c'era da aspettare il responso della votazione: gli emendamenti dell'opposizione dovevano essere bocciati, tutti (o quasi, non so, non sono stata attenta al 100%). Colombo riferisce con precisione lo svolgimento di quest'ultima (in ordine cronologico) vicenda parlamentare. Eppure nulla può sostituire l'esperienza diretta, sia pure per radio.
"La vergogna era questa: la legge in discussione era per “Gli interventi urgenti in Abruzzo” e mancava di tutto. Mancava di soldi, di progetti, di idee, aveva saltato interi settori di attività essenziale (le scuole) e interi blocchi di cittadini, i cosiddetti proprietari di “seconde case” che non saranno ricostruite benché siano al secondo e al quarto piano dell’edificio la cui ricostruzione è teoricamente prevista. Non fissava date e non garantiva scadenze.
Tutta l’opposizione (Pd, Italia dei valori, Udc) si è impegnata, emendamento dopo emendamento, a riempire le inaccettabili omissioni, le inspiegabili incompetenze, a correggere l’ovvia e offensiva inutilità della legge. Lo spettacolo triste, durato per tre giorni, è stato il silenzio disciplinato della maggioranza di governo, uomini e donne solitamente vivi e aggressivi ridotti a una assemblea ottusa che non ascolta, non vede, non decide. Ha già deciso il governo. E così, come se questo fosse l’ultimo Parlamento, come se nessuno di questi parlamentari avesse un dopo in cui rendere conto e un elettorato che vorrà sapere, ogni emendamento dell’opposizione, per quanto utile e necessario è stato respinto, anche se diceva che non c’è più università, che è urgente ricostruire la Casa dello studente, che l’ospedale va rimesso in grado di funzionare, che dopo un simile terremoto è assurdo e impossibile distinguere fra prime e seconde case, che i soldi non bastano per cominciare, che occorrono date certe della ricostruzione, fasi realistiche, dati veri, sia per buona organizzazione sia per dare speranza. Lo spettacolo di ciò che è accaduto dentro Montecitorio, mentre fuori una folla di cittadini normali e per bene, ècostretta a gridare la sua indignazione, era anche più desolante. Una parte sorda, cieca e muta del Parlamento taceva, evitava ogni confronto, si auto-proibiva qualunque discussione, respingeva in silenzio anche le proposte ispirate a esperienza, mitezza, buon senso. Il governo dello spettacolo aveva già fatto la sua tournée all’Aquila. Sta preparando, a carico dei disperati cittadini dell’Aquila il nuovo mega-spettacolo del G8. I parlamentari del partito di governo sono stati declassati a loggione. Tacciano, ignorino, lascino lavorare chi sa fare spettacolo. L’ultimo Parlamento ha abbassato la testa in segno di umile assenso. Per fortuna non tanti nell’opposizione pensano ancora che sia estremista dire «no». In tanti si rendono conto, finalmente, che «no» è l’unica risposta possibile."
Eugenio Scalfari, invece, parla della Suburra, appunto, ma non ha sottolineato abbastanza il ruolo dei comprimari, dei sostenitori, dei collaboratori, tutti volenterosi e tetragoni nel sottomettersi ed eseguire le volontà del capo, fino al ridicolo che segna il punto massimo di certe tragedie politiche. Cita la difesa messa in atto da Deborah Bergamini, la dirigente licenziata dalla RAI, poco leale ma anche poco informate dei fatti storici a cui con comica prosopopea si appoggia (Il Cavaliere, moderno Catilina e le persecuzioni dei riformatori. Pubblicato il 18 giugno 2009 - Corriere della Sera. Autore: Bergamini Deborah).
Un esempio la Deborah Bergamini , quella che fa dire a ragione: " La vendetta di Deborah Bergamini che dalla Rai è finita in parlamento: è suo l'emendamento che prevede il carcere per i giornalisti che rivelino intercettazioni telefoniche da distruggere." QUI . Ed è solo una tra tanti, molti, troppi.
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Un premier sotto ricatto e una suburra di Stato di Eugenio Scalfari, Repubblica, 21 giugno 2009
«Ci sono cose che non ho mai detto»
«Ci sono cose che non ho mai detto, non ho mai parlato di complotto oscuro, non ho mai detto di temere di essere spiato e non ho mai detto che il mio avvocato è uscito pazzo (queste uscite io non le ho sentite, ma non vuol dir nulla)». Soprattutto, chiarisce di non aver mai detto che risponderà "colpo su colpo": «È veramente incredibile, questi sono dei disgraziati». (Avvenire, 20 giugno 2009)
"Le calunnie contro di me, quattro calunnie filate, le veline, le minorenni, Mills, i voli di Stato, hanno costituito una campagna di scandalo molto negativa all'estero per il nostro Paese e credo sia un comportamento colpevole da chi l'ha pensato e organizzato, un progetto eversivo perché la finalità è quella di costringere a far decadere un presidente del Consiglio eletto dagli italiani e a mettere un'altra persona non eletta dagli italiani". "Avete visto come hanno costruito su quattro calunnie filate una campagna di scandalo molto negativa all'estero per il nostro Paese? Se questa non è eversione, ditemi voi cos'è". (Santa Margherita Ligure (Genova), 13 giugno 2009)
BERLUSCONI ALL'ATTACCO: PIANO EVERSIVO CONTRO DI ME - Video ...Video - QUI
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BUON COMPLEANNO, AUNG SAN SUU KYI !
Compleanno in carcere, dopo i molti compleanni agli arresti domiciliari.
Aumenta la repressione, perché aumenta la paura dei vili omaccioni al potere in Birmania. Non si sa quanto tempo ci vorrà, ma i vili omaccioni finiranno e le cittadine e i cittadini birmani godranno dei diritti umani e civili e democratici. Per merito anche di una donna tanto fragile quanto forte, simbolo lucente di civiltà umana.
Aung San Suu Kyi_Dominique Aubert / Sygma / Corbis _ TIME
Buon compleanno, Aung San Suu Kyi! Buona fortuna, Birmania!
INTERCETTAZIONI di ECCLESIASTICI o RELIGIOSI del CULTO CATTOLICO
Istruzioni per l'uso
* ? *
«2. Quando l'azione penale è esercitata nei confronti di un ecclesiastico o di un
c) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
«2-bis. Il pubblico ministero invia l'informazione anche quando taluno dei soggetti indicati nei commi 1 e 2 è stato arrestato o fermato, ovvero quando è stata applicata nei suoi confronti la misura della custodia cautelare; nei casi in cui risulta indagato un ecclesiastico o un religioso del culto cattolico invia, altresì, l'informazione quando è stata applicata nei suoi confronti ogni altra misura cautelare personale, nonché quando procede all'invio dell'informazione di garanzia di cui all'articolo 369 del codice.
2-ter. Quando risulta indagato o imputato un vescovo diocesano, prelato territoriale, coadiutore, ausiliare, titolare o emerito, o un ordinario di luogo equiparato a un vescovo diocesano, abate di un'abbazia territoriale o sacerdote che, durante la vacanza della sede, svolge l'ufficio di amministratore della diocesi, il pubblico ministero invia l'informazione al cardinale Segretario di Stato.
2-quater. Quando risulta indagato o imputato un sacerdote secolare o appartenente a un istituto di vita consacrata o a una società di vita apostolica, il pubblico ministero invia l'informazione all'ordinario diocesano nella cui circoscrizione territoriale ha sede la procura della Repubblica competente»; [ Progetto di legge: 1415 (Fase iter Camera: 1^ lettura) pagg. 26-27 ]
* ??? *
... così, spulciando il celeberrimo urgentissimo vitale DDL 1415 "Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche" , testè approvato dalla Camera dei Deputati, ho trovato questa chicca ... non capisco e non mi capacito ... urge spiegazione
che cos'è?
un lodo Alfano per le gerarchie cattoliche? altri culti e diversamente credenti astenersi? sempre in nome dell'Art. 3 della Costituzione Italiana?
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Aggiornamento pomeridiano.
Masso57 mi ha cortesemente indicato l'editoriale che poteva farmi capire questa vicenda di ulteriore non uguaglianza. Eccolo:
Intercettazioni telefoniche
F C E I - Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, 18 giugno 2008
*
Aggiornamento del 18 giugno 2009
Gli ultimi accadimenti stanno rendendo sempre più chiara l'urgenza della legge sulle intercettazioni...abbandono l'argomento, limitandomi a qualche link:
piccoli collaboratori crescono
Santa Margherita Ligure (Genova), 13 giugno 2009

"Penso che avrete peso atto che posiamo e che io poso con due signore che probabilmente non sono minorenni".
All'ingresso le due signore, Marcegaglia e Guidi, ridono di gusto alla battuta. Ma Noemi e Roberta erano minorenni, quindi che ci trovano da ridere le due signore? Perché Berlusconi ripete dovunque vada la battuta sulle minorenni? Crede di sminuire il peso dello scandalo? Certo le risate compiacenti delle signore e gli applausi delle platee degli imprenditori sembrano dargli ragione. [ BERLUSCONI ALL'ATTACCO: PIANO EVERSIVO CONTRO DI ME - Video ...Video ]
Dice Berlusconi dal podio: "Le calunnie contro di me, quattro calunnie filate, le veline, le minorenni, Mills, i voli di Stato, hanno costituito una campagna di scandalo molto negativa all'estero per il nostro Paese e credo sia un comportamento colpevole da chi l'ha pensato e organizzato, un progetto eversivo perché la finalità è quella di costringere a far decadere un presidente del Consiglio eletto dagli italiani e a mettere un'altra persona non eletta dagli italiani". "Avete visto come hanno costruito su quattro calunnie filate una campagna di scandalo molto negativa all'estero per il nostro Paese? Se questa non è eversione, ditemi voi cos'è".
Qui i giovani industriali applaudono.
Le affermazioni di Berlusconi sono di un'estrema gravità, ancorché generiche. Che cosa vogliono dire gli applausi dei giovani ma non ingenui industriali? Sanno di che cosa si tratta ed esprimono la loro solidarietà con gli applausi? Hanno contezza di quel piano eversivo e con gli applausi sostengono Berlusconi? O, più semplicemente, applaudono perché questo richiede la convenienza mercantile? [ Berlusconi: ''Piano eversivo contro di me'' ... video ]
Continua Berlusconi dal podio: «La situazione della crisi è quella che conoscete, bisognerebbe non avere una opposizione e dei media che tutti i giorni cantano la canzone del pessimismo, del disfattismo, del catastrofismo. Penso che anche voi dovreste operare di più in questa direzione, per esempio non date pubblicità a chi si comporta così. Credo che sia una difesa logica e assolutamente fondata sulla realtà dei fatti».
Qui ancora applausi dei giovani industriali.
Sono d'accordo anche con queste affermazioni? Ma bravi, bravi davvero, bravi questi giovani liberisti. Non sentono la stonatura di quegli applausi prodotti da chi fa impresa rivolti all'invito aberrante di Berlusconi che approfitta del suo potere per schiacciare dei concorrenti. Non dovrebbero essere loro, i giovani fortunati rampolli della borghesia produttiva a sostenere la libera concorrenza e a stupirsi della minaccia lanciata dal più grosso imprenditore italiano, nonché presidente del governo? No, loro applaudono, come hanno già fatto i loro omologhi "adulti": confindustria e confesercenti.
[ Poi attacca i giornali: ''Industriali, niente pubblicità ai disfattisti''. ... Video ]
Nota dello staff berlusconiano: "Mi riferivo al leader del Pd Franceschini".
Smentisce e conferma Berlusconi: Ma dopo la conferma: "Intendevo proprio Repubblica" [ Video ]
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Il Cavaliere e il suo fantasma di EZIO MAURO
La sconfitta del capo di EUGENIO SCALFARI
Quelle calunnie che sono bugie di GIUSEPPE D'AVANZO
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. [...]
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La Stampa, 10 giugno 2009. Scrive Anna Masera:
Obbligo di rettifica entro 48 ore
"per tutti i titolari di siti informatici"
Il maxi-emendamento sulle intercettazioni viola la libertà di espressione in Rete
Oggi non sono al lavoro, ma mi sembra importante riportare la notizia della fiducia che il governo ha chiesto sul maxi-emendamento in materia di intercettazioni.
Come scrive l'avvocato Guido Scorza, «ha un significato sinistro e preoccupante per la Rete: il testo maxi-emendato, infatti, introduce nel nostro Ordinamento l'obbligo di rettifica entro 48 ore a pena di una sanzione pecuniaria tra il 15 e i 25 milioni di vecchie lire per tutti i titolari di siti informatici...Il Governo sta mostrando una volta di più di non conoscere la Rete ma di temerla incredibilmente almeno fintanto che sarà diversa da una televisione...il maxi-emendamento rischia di cambiare molto le dinamiche dell'informazione in Rete ed è un inutile sacrificio della libertà di espressione che comprimerà i diritti di molti senza arrecare alcun vantaggio neppure a pochi».
Insomma, come avevamo scritto già a febbraio, con il pacchetto sicurezza, il governo imbavaglia la Rete, rendendo possibile la censura.
Ne stiamo discutendo con Marco Pancini, capo di Google Italia - coinvolta perchè Google rientra tra i "siti informatici" così come tutti i blogger e persino gli utenti di Facebook, per intenderci... -, al mercoledì di Nexa.
La Corte costituzionale francese censura la legge Hadopi
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Confessione: Ho dato uno sguardo veloce a tutto, ma non sono sicura di aver capito bene le questioni. Si deve ritrattare solo un'eventuale diffamazione a mezzo blog o qualsiasi cosa? Si tratta di un grimaldello legale per poi arrivare alla censura vera e propria? Chi può imporre la ritrattazione entro le 48 ore? Chiunque, senza intervento del giudice? Che succede se i giudici dovranno sentenziare anche su tutto questo mare magnum? Non so, non ho capito, ma so che devo informarmi meglio e capire bene.
Per precauzione: ritratto tutto quello che ho scritto finora, nego tutte le mie idee, sono pronta a sottoscrivere qualsiasi cosa mi venga detta da chiunque sia più potente di me.
Nuova Speranza
Debora SERRACCHIANI. Semplicemente democratica
Debora Serracchiani | Facebook
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REALIZZATORI DI SPERANZE...SPERANZA CHE CONTINUA