

Robert Fisk: It was an outrage, an obscenity

It was an outrage, an obscenity. The severed hand
Come tradurre 'outrage'? 'oltraggio'? 'offesa'? ingiuria grave'? 'violenza'? oppure tutte queste cose insieme? e quanto avviene in Iraq risucchia la nostra concentrazione, ma sullo sfondo nelle nostre coscienze tutti i popoli tormentati sono presenti. ma questa guerra in Iraq ha la tragica particolarità di essere la prima guerra scatenata nel quadro della "teoria Bush" della 'guerra preventiva' con tutto ciò che ne consegue. e questo riguarda tutti noi abitanti del pianeta blu, la meravigliosa amata Madre Terra.
on the metal door, the swamp of blood and mud across the road, the human brains inside a garage, the incinerated, skeletal remains of an Iraqi mother and her three small children in their still smouldering car. Two missiles from an American jet killed them all – by my estimate, more than 20 Iraqi civilians, torn to pieces before they could be 'liberated' by the nation that destroyed their lives. Who dares, I ask myself, to call this 'collateral damage'? Abu Taleb Street was packed with pedestrians and motorists when the American pilot approached through the dense sandstorm that covered northern Baghdad in a cloak of red and yellow dust and rain yesterday morning.A US Marine doctor comforted an Iraqi girl yesterday in central Iraq after her family, traveling in a car, got caught in a crossfire on the front lines. (Reuters Photo/Damir Sagolj)
A 6-year-old Iraqi boy injured by shrapnel during fighting near Basra is stitched up by British Royal Air Force Medic Craig Short today.
Potrebbe esserci, forse c’è, tenerezza in queste immagini. Ma la bambina, chissà quanto spaventata, ha appena perso la sua famiglia e non ci saranno più le braccia di sua madre ad accoglierla. Quelle mani guantate di celeste del medico americano, dolci. Un medico inglese cura un bambino che mai avrebbe avuto bisogno di essere ricucito se non avesse incontrato una shrapnel alleata. Le mani guantate del medico, premurose. La bambina tenerissima, il bambino tenerissimo in una bolla di follia. Una follia terribilmente crudele, atroce, intollerabile.
L'acqua
...Poi i maestri della pioggia
e da lontano giungeranno fino a noi
che coccoleranno il mais: /
con la loro acqua fresca
trascinerà sabbia e fango,
trasporterà i tronchi fino alla pianura.
I solchi di nostra madre,
saranno colmi d'acqua.
UN ALTRO ERRORE?
bambina Irachena ferita al mercato da un missile cruise
dedicata a tutte le bambine e a tutti bambini
IMAGINE
Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente...
Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace..
Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...
Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o rabbia
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero...
John Lennon
Saturday, March 29, 2003 | Updated 2:04 p.m. ET
A man is carried out of Basra, where at least eight civilians have been injured. (AFP)
705 e già per le mura più chiaro l’incendio / s’ode, più accosto avventan la vampa le fiamme.
Presto, padre mio, dunque: sali sulle mie spalle, / io voglio portarti, né questo sarà fatica per me. […]"
721 Ciò detto, le vaste mie spalle e la schiena, curvandomi, / vesto d’un panno e poi d’una pelle di fulvo leone,
e accolgo il mio carico: la destra il piccolo Iulo / mi stringe, seguendo il padre con dispari passi. […]
Eneide, libro secondo (Enea racconta a Didone la fuga da Troia con il padre Anchise e il figlioletto).
Abbandonare Basra
On the Iraqi side of the canal, the missiles struck two positions manned by the Sadayeen Hussein, the militia holding out in the besieged city.
TERROR: Basra residents flee shelling
Agence France-PresseAn Iraqi man with a child in his arms fled Basra on Saturday
as fighting inside the city between coalition troops and Iraqi forces
An Iraqi girl leaving Basra with her family. Reports from those fleeing the city are troubling.
HELD AT GUNPOINT: An Iraqi man crouches on the ground yesterday while soldiers question him outside besieged Basra
fuga dal terrore da NEW YORK TIMES 30 MARZO 2003
ALLE FRONDE DEI SALICI
E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo ?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.
Salvatore Quasimodo
Crude, sconvolgenti realtà che rivelano la verità su Bassora
by Robert Fisk
Uri Avnery, uno dei membri fondatori di Gush Shalom, nato in Germania nel 1923, immifrato in Palestina nel 1933. Dal 1948, ha difeso l' instaurazione di uno Stato Palestinese a fianco di Israël. [...]
Scrittore e giornalista, Uri Avnery è cronista del quotidiano Ma'ariv dal 1933.
Credo che a URI AVNERY non abbia fatto piacere scrivere il seguente articolo, pubblicato in Italiano in www.Znet.org, ma sono certa che l'abbia fatto nell'interesse di una società mondiale equa e pacifica.
Gush Shalom 22 Marzo 2003
Riso amaro. Quanche riflessione sulla guerra.
[...] Sangue per il petrolio. George Bush è uno sciocco ma quelli dietro di lui sono ben lontani dall'essere stupidi. Sono i baroni del petrolio e i giganti dell'industria militare. Vogliono fare quel che han sempre fatto le grandi potenze: usare il potere militare per acquisire l'egemonia economica. In altri termini: derubare i poveri per arricchirsi ulteriormente.
L'occupazione militare dell'Iraq durerà molti anni ed assicurerà all'America il controllo sia sulle enormi riserve petrolifere irachene che su quelle del mar Caspio e su tutte quelle arabe. Otterrà il controllo dell'economia mondiale ed impedirà la nascita di un blocco economico europeo competitivo ed indipendente. L'America sta combattendo contro l'Europa come contro l'Iraq. Questa è in parte la ragione del malumore europeo.
La Germania. La Germania è contraria alla guerra. Contro qualsiasi guerra. In nessun altro paese la reazione contro la guerra è stata tanto autentica e generata dai più profondi sentimenti delle masse. [...]
L'ebbrezza del potere. Questa è la prima guerra del 21mo secolo ed è di cattivo auspicio.
Questo secolo ha ereditato dai suoi predecessori un mondo con un'unica super potenza. L'America non ha rivali, nessun'altra combinazione di forze si può misurare con lei. Può fare letteralmente quel che vuole ed è quanto sta facendo adesso, apertamente e brutalmente. Quando l'America vinse facilmente e a buon mercato in Afganistan, usando bombe intelligenti e valigie piene di denaro, è stato chiaro che non poteva più fermarsi. Una gigantesca macchina come quella vuole continuare a combattere e a cercarsi un nemico. Adesso è l'Iraq. Chi sarà il prossimo? L'Iran? La Corea del Nord?
La stessa cosa è accaduta all'impero romano. Lo stesso è stato per Napoleone e per Hitler. L'ebbrezza del potere non conosce limiti. E nessuno di loro era nella situazione attuale degli Stati Uniti: l'unica potenza mondiale senza nemici in grado di contrastarli.
Una guerra ebraica? [...] paragrafo molto interessante.
Le divisioni del papa: "Quante divisioni ha il papa?" chiese Stalin sarcasticamente quando gli fu detto che il Santo Padre deplorava le sue azioni. Oggi la domanda è: quante divisioni sono al comando dell'opinione pubblica? [...]
Forse il 21mo secolo sarà testimone di una lotta fra la forza bruta di una super potenza economica e militare e l'opinione pubblica mondiale, con l'aiuto ora della moderna tecnologia.
Mercenari. E' una guerra combattuta da mercenari. I combattenti sono soldati professionisti, i figli dei poveri, fra cui molti negri. Quindi è facile per i cittadini della classe media, e in particolare per gli elettori repubblicani, approvare la guerra. Non saranno i loro figli ad essere uccisi.
Nel passato, la sinistra europea chiese l'abolizione dell'esercito professionista e l'introduzione della coscrizione generale. A quel tempo era un'idea "progressista".
Quando la sinistra è diventata forte, si è scordata di tutto questo.
La guerra del Vietnam fu ancora combattuta da soldati di leva. La resistenza alla guerra crebbe quando cominciarono ad arrivare le bare. George W.Bush che sostenne la guerra con tutto il cuore, non prese parte ai combattimenti. Suo padre gli procurò un lavoro che lo portasse a casa. Era solo un altro scansafatiche.
Ancora Jefferson: "Tremo davvero per il mio paese quando penso che Dio è giusto"
INFINE
Kemal Burkay, poeta kurdo del secolo XX

Fiocchi di neve
Benché sia inverno
dal cielo fiori cadono, cadono.
Oltre le nuvole, in alto,
forse è primavera.
anonimo Giapponese



Quando ti porto giochi variopinti,
bambino mio, capisco finalmente
perché son così tanti i colori / delle nuvole e dell’acqua, e perché
i fiori sono pitturati così diversamente / quando ti regalo giochi variopinti.
Quando canto per spingerti a ballare, / bambino mio, capisco finalmente
perché c’è tanta musica nelle foglie, / e perché le onde mandano il coro delle
loro voci al cuore della Terra che le ascolta / quando canto per spingerti a ballare.
Quando metto i dolci nelle tue mani, / bambino mio, capisco finalmente
perché c’è il miele nel calice dei fiori, / perché i frutti si gonfiano in segreto
di tanti succulenti umori / quando metto i dolci nelle tue mani.
Quando per farti sorridere, / amore mio, capisco finalmente
il perché della gioia che spande / in cielo con la luce del mattino, e
della carezza del vento dell’estate / che mi sfiora le membra
quando ti bacio per farti sorridere.
Rabindranath Tagore
The Independent - 23 Marzo 2003 - Robert Fisk
Noi bombardiamo, loro soffrono
Donald Rumsfeld dice che l'attacco americano su Baghdad è "una campagna aerea
mirata come non ve ne sono mai state", ma meglio che non cerchi di spiegarlo a
Dona Suheil, una bambina di cinque anni. Mi guardava, ieri mattina, con
l'alimentazione forzata al naso, una profonda smorfia sul piccolo volto mentre
cercava inutilmente di spostare la parte sinistra del suo corpo.
Il missile cruise esploso vicino casa sua, nella periferia di Radwaniyeh a
Baghdad, le ha conficcato proiettili shrapnel
(*) nelle gambe esili, oratutte fasciate, e, molto più gravemente, nella sua colonna vertebrale.
Ha perso la capacità di movimento della gamba sinistra.
[...] Doha è stata la prima dei 101 pazienti portati all'ospedale
Al-Mustansaniya dall'inizio dell'attacco americano [...]
C'è qualcosa di insano, di osceno in queste visite all'ospedale.
Noi bombardiamo. Loro soffrono. Poi spuntiamo e fotografiamo
i loro figli feriti. [...] L'articolo si trova in www.Znet.org
Fisk vi racconta le vicende di persone ferite che hanno un'identità, un nome,
una storia individuale. Sono le storie dei tristemente noti "effetti collaterali".
(*) Proiettili costituiti da un involucro metallico riempito di pallini, tipicamente di piombo.
Dal nome dell'ufficiale inglese che nel XVIII sec. riempì una granata con proiettili. [NdT]
Documento originale We Bomb, They Suffer Traduzione De Simone.
[...] il conflitto dello «stupore e terrore»
l’espressione del Pentagono è un classico
slogan tratto dalle pagine della vecchia
rivista nazista Signal [...]
© The Independent - Robert Fisk
Questo spazio che si trova all'interno del cuore è altrettanto
vasto quanto lo spazio che abbraccia il nostro sguardo. L'uno e
l'altro, il cielo e la terra, vi sono riuniti; il fuoco e l'aria, il sole
e la luna, la folgore e le costellazioni, e tutto ciò che appartiene
a ciascuno di loro in questo mondo e ciò che loro non appartiene,
tutto ciò vi è riunito.
Chandogya-Upanishad
Le Essenze sono ognuna un vetro distinto
attraverso il quale è passato il Sole della Luce dell’Essere.
Ogni frammento colorato scintilla al Sole:
mille colori, ma la Luce è una sola.
Jami (XV secolo)
Noi sacrifichiamo all’immortale, splendente Sole
dai veloci cavalli. Quando la luce del Sole diventa
più calda, quando lo splendore del Sole diventa
più caldo, allora sorgono i celesti Yazata, a centinaia
e a migliaia: raccolgono la sua Gloria, si fanno tramite
della sua Gloria, versano la sua Gloria sulla Terra fatta
da Ahura, per accrescere le creature di santità, per
accrescere l’immortale, splendente Sole dai veloci cavalli.
AVESTA
CANTO DELL’ UOMO
CORO
Molte ha la vita forze
tremende; eppure più dell’uomo nulla, vedi, è tremendo.
Va sul mare canuto
nell’umido aspro vento,
solcando turgidezze che s’affondano
in gorghi sonori.
E la suprema fra gli dèi, la Terra,
d’anno in anno affatica egli d’aratri
sovvertitori e di cavalli preme
tutta sommovendola.
E la famiglia lieve
degli uccelli sereni insidia, insegue
come le stirpi
ferine, come il popolo
subacqueo del mare,
scaltro, spiegando le sue reti, l’uomo:
e vince, con frodi,
vaghe pei monti le fiere del bosco:
stringe nel giogo, folta di criniera
la nuca del cavallo e il toro piega
montano, infaticabile.
Diede a sé la parola
il pensiero ch’è come il vento, il vivere
civile, e i modi
d’evitare gli assalti
dei cieli aperti e l’umide tempeste
nell’inospite gelo, a tutto armato
l’uomo: che nulla inerme
attende dal futuro. Ade soltanto
non saprà mai fuggire,
se pur medita sempre
nuovi rifugi a non domati mali.
Con ingegno che supera
sempre l’immaginabile, ad ogni arte
vigile, industre,
egli si volge al male
ora, ora al bene. Se le leggi osserva
della sua terra e la fede giurata
agli dèi di sua gente,
sé con la patria esalta; un senza-patria
è chi s’accosta, per sua folle audacia,
al male. E non mi sieda mai vicino,
al focolare, e in nulla abbia comuni
suoi pensieri coi miei
chi così vive ed opera.
Sofocle, Antigone, vv. 332-375
La compassione non fa distinzione tra le persone che soffrono.
Il dolore di chi ha subito una violenza deve essere testimoniato.
La nostra compassione non deve essere asettica e astratta.
Continuare a pensare richiede di affrontare gli aspetti terribili di una
guerra che coinvolge noi umani, uomini e donne, dovunque ci troviamo.
Le parole per esprimere quello che sento per gli USA le prendo da L'Unità,
da un articolo amaro che condivido e il cui autore è Robert Byrd, un senatore West Virginia.
Oggi piango per il mio Paese. Ho visto il volgersi degli eventi in questi ultimi mesi con il cuore, il cuore pesante. L’immagine dell’America non è più quella di un forte eppur benevolo mediatore di pace. L’immagine dell’America è cambiata. In tutto il pianeta i nostri amici non si fidano di noi, la nostra parola è messa in dubbio e le nostre intenzioni sollevano obiezioni.
Invece di ragionare con coloro con cui siamo in disaccordo, noi esigiamo obbedienza o minacciamo recriminazioni. Invece di isolare Saddam Hussein, isoliamo noi stessi. Proclamiamo una nuova dottrina di prelazione che è compresa da pochi e temuta da molti.
Dichiariamo che gli Stati Uniti hanno il diritto di muovere, nella guerra al terrorismo, la loro potenza militare su qualsiasi angolo del pianeta che possa essere sospetto. Noi asseriamo questo diritto senza alcuna approvazione da parte di organismi internazionali. Di conseguenza, il mondo è diventato un posto molto più pericoloso.
Sventoliamo la nostra superpotenza con arroganza. Trattiamo i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite come degli ingrati che offendono la nostra dignità di sovrani comportandoci come se dovessimo aprire loro gli occhi. Importanti alleanze si sono spaccate. Quando la guerra sarà finita, gli Stati Uniti dovranno ricostruire non solo la nazione irachena, ma anche l'immagine dell'America davanti a tutto il mondo.
Le argomentazioni che questa amministrazione cerca di produrre per giustificare la sua fissazione per la guerra sono macchiate da accuse di documenti falsi e prove indiziarie. Noi non possiamo convincere il mondo della necessità di questa guerra per una sola semplice ragione. Questa guerra è frutto di una scelta.
Non c'è nessuna informazione credibile che colleghi Saddam Hussein all'11 settembre. Le Torri gemelle sono crollate a causa di un'organizzazione terrorista mondiale, Al Queda, con cellule in oltre 60 Paesi, che ha colpito la nostra ricchezza e la nostra influenza trasformando i nostri stessi aerei in missili, uno dei quali si sarebbe con ogni evidenza scagliato contro la cupola della sede del Congresso se non fosse stato per il coraggio e il sacrificio dei passeggeri a bordo.
La brutalità sperimentata durante l'undici settembre e durante altri attacchi terroristici in giro per il mondo dei quali siamo testimoni, costituisce il tentativo disperato e violento da parte di estremisti di bloccare la quotidiana invasione dei valori occidentali nelle loro culture. Noi combattiamo una forza non delimitata da confini, ma un'entità oscura fatta di molti volti, molti nomi e altrettanti indirizzi.
Tuttavia, questa amministrazione ha diretto tutta la sua rabbia, paura e dolore che emergono dalle ceneri delle Twin Towers e dal metallo torto del Pentagono, contro un mascalzone ben definito, una persona visibile che possiamo odiare e attaccare. Saddam è una canaglia, ma è quella sbagliata. E questa è una guerra sbagliata. Se attacchiamo Saddam Hussein, probabilmente gli toglieremo il potere ma l'entusiasmo dei nostri amici nell'assistere alla nostra guerra globale contro il terrorismo ci avrà già lasciato.
L'inquietudine generale che aleggia su questa guerra non è soltanto dovuta all' "allarme arancione". C'è un sentimento dilagante di fretta e rischio e di troppe domande senza una risposta. Per quanto tempo resteremo in Iraq? Quale sarà il prezzo? Quale la missione finale? Di quale entità il pericolo per le nostre case?
Un drappo nero è sceso sulla Camera del Senato. Evitiamo il nostro solenne dovere di discutere l'unico argomento nella bocca di tutti gli americani, anche quando migliaia dei nostri i figli e figlie in fede fanno il loro dovere in Iraq.
Cosa sta succedendo a questo Paese? Quando ci siamo trasformati in una nazione che ignora e rimprovera i suoi amici? Quando abbiamo deciso di rischiare, minare le disposizioni internazionali adottando un approccio radicale e dottrinario nell'uso massiccio e pauroso della potenza militare? Come possiamo abbandonare ogni sforzo diplomatico quando lo scompiglio mondiale sta chiedendo a gran voce una soluzione diplomatica?
Perché questo Presidente sembra non rendersi conto che il vero potere americano poggia non in una volontà intimidatoria, ma in una abilità ispiratrice?
Ogni volta che esprimo la mia opposizione alle scelte dell'amministrazione Bush, devo fare sforzi notevoli per far capire che non sono antiamericana, anzi credo che molti cittadini Statunitensi siano anche loro vittime di questa situazione. Robert Byrd ha spiegato molto bene la posizione di chi dissente e molti negli USA sono d'accordo con lui, e corrono il pericolo di essere considerati antipatrioti. Io continuo ad essere amica delle persone che popolano gli USA, come sono amica di tutte le persone che popolano la Terra, anche se in molti casi dissento fortissimamente dalle politiche dei diversi governi al potere.
La grande Terra
ALbe rosate tramonti
infuocati furiA di venti tuoni lampi
torrenti di piogGia cieli sereni
arcobaleni frange di ciRri nembi di panna
lune annebbiAte luna lucenti soli
smaglianti di caNti di uccelli fiumi profumi
nidi di aquile orriDi valli vertigini di roccia città
di sassi mari di sabbia mantElli di larici autunnali
velluti verdi di abeTi betulle argentate sequoie
giganti querce frondose salici piangEnti cuscini di muschio renne
brucanti elefanti gRu coccinelle aironi gazzelle
grovigli di mangrovie intRighi tropicali di verde mare
pesci abissi labirinti di smerAldo tesori da salvare
Sandor Petofi
OM MANI PADME HUM
L'essenza di tutti gli esseri è la terra,
l'essenza della terra è l'acqua,
l'essenza dell'acqua sono le piante,
l'essenza delle piante è l'uomo,
l'essenza dell'uomo è la parola, [...]
Upanisad
colpisci e terrorizza
A chi e a che cosa fa pensare questa trasparente denominazione?
Non solo gli iracheni, ma tutti i normali uomini e donne
sono terrorizzati.
Credo che anche molti amici statunitensi provino la nostra
stessa angoscia e cerchino di ribellarsi.
Nel più grande Paese democratico del mondo il dissenso
è difficile e pericoloso. Ho sentito parlare di arresti di un
certo numero di pacifisti. Bisogna saperne di più.
Il giacinto blu è il fiore che orna
la tavola tradizionale del Capodanno Iraniano.
Il narciso addormentato
uscì dal sonno proprio mentre il loto scostato il suo acqueo velo incominciava a sognare. [Farrokhi - XI sec.]Un giacinto blu e qualche verso per fare gli auguri agli Iraniani.
Oggi in Iran è Capodanno, primo farvardin del 1382. Gli Iraniani
hanno festeggiato l’inizio del nuovo anno esattamente alle 04:29:45 AM,
nel momento preciso dell’inizio dell’equinozio di Primavera.
E’ NoRuz, il Nuovo Giorno, simbolo della rinascita
in accordo con la natura. E ora una poesia di RUMI
Ascolta il giunco abbandonato Che divelto dal canneto Vive in una tempesta Di amore appassionato e di dolore. Pur vicino, nessuno può vedere Né sentire il segreto del mio canto. Fosse qui un amico che capisse il messaggio E confondesse la sua anima con la mia! Sono bruciato dalla fiamma d’amore E vino d’amore è quello che mi ispira. Se vuoi sapere come sanguinano gli amanti Ascolta, ascolta il giunco.BERTOLD BRECHT
(Germania, 1898 – 1956)
Generale, il tuo carro armato è una macchina potente
spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.
Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d'una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.
Generale, l'uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.
L'addormentato della valle
E' una gola di verzura dove il fiume canta
impigliando follemente alle erbe stracci
d'argento: dove il sole, dalla fiera montagna
risplende: è una piccola valle che spumeggia di raggi.
Un giovane soldato, bocca aperta, testa nuda,
e la nuca bagnata nel fresco crescione azzurro,
dorme; è disteso nell'erba, sotto la nuvola,
pallido nel suo verde letto dove piove la luce.
I piedi tra i gladioli, dorme. Sorridente come
sorriderebbe un bimbo malato, fa un sonno.
O natura, cullato tiepidamente: ha freddo.
I profumi non fanno più fremere la sua narice;
dorme nel sole, la mano sul suo petto
tranquillo. Ha due rose ferite sul fianco destro.
Arthur Rimbaud
(1854 - 1891)
Promemoria
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da far di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.
Gianni Rodari
(1920 - 1980)