ahimsa

AHIMSA. Parola sanscrita che ho imparato da Gandhi. Vuol dire "innocenza" e "non violenza","impegno a non nuocere ad alcun essere vivente". AHIMSA. I miei obiettivi sono la ricerca, la conoscenza, la comunicazione e la condivisione di emozioni, idee, informazioni con altre "persone che cercano". L'altro mio blog è CONVIVIUM, il posto del banchetto.

Chi sono

Blogger: harmonia
Sono una donna che cerca, in tutte le direzioni possibili. Mi sforzo di evitare pregiudizi e stereotipi. Ho scelto come logo un fiore di loto bianco che affonda le radici nel fango e attraversa l'acqua per aprirsi all'aria e al sole. Nella tradizione buddista è uno degli otto simboli del buon auspicio, quello che rappresenta la purezza del corpo, della parola e della mente. Ahimsa e harmònia sono ideali e comportamenti verso i quali tendo. L'altro mio blog l'ho chiamato CONVIVIUM per sottolinearne il carattere privato e intimo. E' il posto di tutto ciò che per me è espressione della bellezza del mondo.

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lunedì, marzo 31, 2003

 AGN central black hole artist conception

Robert Fisk: It was an outrage, an obscenity

It was an outrage, an obscenity. The severed hand

Come tradurre 'outrage'? 'oltraggio'? 'offesa'? ingiuria grave'? 'violenza'? oppure tutte queste cose insieme? e quanto avviene in Iraq risucchia la nostra concentrazione, ma sullo sfondo nelle nostre coscienze tutti i popoli tormentati sono presenti. ma questa guerra in Iraq ha la tragica particolarità di essere la prima guerra scatenata nel quadro della "teoria Bush" della 'guerra preventiva' con tutto ciò che ne consegue. e questo riguarda tutti noi abitanti del pianeta blu, la meravigliosa amata Madre Terra.

on the metal door, the swamp of blood and mud across the road, the human brains inside a garage, the incinerated, skeletal remains of an Iraqi mother and her three small children in their still smouldering car. Two missiles from an American jet killed them all – by my estimate, more than 20 Iraqi civilians, torn to pieces before they could be 'liberated' by the nation that destroyed their lives. Who dares, I ask myself, to call this 'collateral damage'? Abu Taleb Street was packed with pedestrians and motorists when the American pilot approached through the dense sandstorm that covered northern Baghdad in a cloak of red and yellow dust and rain yesterday morning.
postato da: harmonia alle ore 16:45 | link | commenti (3)
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domenica, marzo 30, 2003

A US Marine doctor comforted an Iraqi girl yesterday in central Iraq after her family, traveling in a car, got caught in a crossfire on the front lines. (Reuters Photo/Damir Sagolj)

    A 6-year-old Iraqi boy injured by shrapnel during fighting near Basra is stitched up by British Royal Air Force Medic Craig Short today.

Potrebbe esserci, forse c’è, tenerezza in queste immagini. Ma la bambina, chissà quanto spaventata, ha appena perso la sua famiglia e non ci saranno più le braccia di sua madre ad accoglierla. Quelle mani guantate di celeste del medico americano, dolci. Un medico inglese cura un bambino che mai avrebbe avuto bisogno di essere ricucito se non avesse incontrato una shrapnel alleata. Le mani guantate del medico, premurose. La bambina tenerissima, il bambino tenerissimo in una bolla di follia. Una follia terribilmente crudele, atroce, intollerabile.

postato da: harmonia alle ore 14:19 | link | commenti (6)
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sabato, marzo 29, 2003

   L'acqua

...Poi i maestri della pioggia / manderanno il loro alito vaporoso

e da lontano giungeranno fino a noi / grandi nuvole gonfie d'acqua

che coccoleranno il mais: / scenderanno e lo abbracceranno

con la loro acqua fresca / con la loro pioggia viva.

E là dove finisce il loro sentiero / la pioggia sarà come un torrente:

trascinerà sabbia e fango, / laverà le valli delle montagne,

trasporterà i tronchi fino alla pianura. / Scorrerà acqua da tutte le montagne.

I solchi di nostra madre, / la terra,

saranno colmi d'acqua. / La mia preghiera

è che accada così.                                    Preghiera Zuni

postato da: harmonia alle ore 23:20 | link | commenti (1)
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UN ALTRO ERRORE?

 

bambina Irachena ferita al mercato da un missile cruise

dedicata a tutte le bambine e a tutti bambini

IMAGINE

Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente...

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace..

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o rabbia
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero...

John Lennon

postato da: harmonia alle ore 21:52 | link | commenti
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Saturday, March 29, 2003 | Updated 2:04 p.m. ET


  A man is carried out of Basra, where at least eight civilians have been injured. (AFP)
spacer

705 e già per le mura più chiaro l’incendio / s’ode, più accosto avventan la vampa le fiamme.

Presto, padre mio, dunque: sali sulle mie spalle, / io voglio portarti, né questo sarà fatica per me. […]"

721  Ciò detto, le vaste mie spalle e la schiena, curvandomi, / vesto d’un panno e poi d’una pelle di fulvo leone,

e accolgo il mio carico: la destra il piccolo Iulo / mi stringe, seguendo il padre con dispari passi. […]

Eneide, libro secondo (Enea racconta a Didone la fuga da Troia con il padre Anchise e il figlioletto).

postato da: harmonia alle ore 21:24 | link | commenti
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Abbandonare Basra

On the Iraqi side of the canal, the missiles struck two positions manned by the Sadayeen Hussein, the militia holding out in the besieged city.

 

TERROR: Basra residents flee shelling

Allies Try to Weaken Baath Party's Grip

 

 

 Agence France-PresseAn Iraqi man with a child in his arms fled Basra on Saturday

as fighting inside the city between coalition troops and Iraqi forces

  An Iraqi girl leaving Basra with her family. Reports from those fleeing the city are troubling.
Fleeing Basra

HELD AT GUNPOINT: An Iraqi man crouches on the ground yesterday while soldiers question him outside besieged Basra 

fuga dal terrore da NEW YORK TIMES 30 MARZO 2003

ALLE FRONDE DEI SALICI

E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo ?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

Salvatore Quasimodo

postato da: harmonia alle ore 08:07 | link | commenti (3)
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venerdì, marzo 28, 2003

Crude, sconvolgenti realtà che rivelano la verità su Bassora

by Robert Fisk

 

Uri Avnery, uno dei membri fondatori di Gush Shalom, nato in Germania nel 1923, immifrato in Palestina nel 1933. Dal 1948, ha difeso l' instaurazione di uno Stato Palestinese a fianco di Israël. [...]
Scrittore e giornalista, Uri Avnery è cronista del quotidiano Ma'ariv dal 1933.

Credo che a URI AVNERY non abbia fatto piacere scrivere il seguente articolo, pubblicato in Italiano in www.Znet.org, ma sono certa che l'abbia fatto nell'interesse di una società mondiale equa e pacifica.

Gush Shalom 22 Marzo 2003
Riso amaro. Quanche riflessione sulla guerra.

[...] Sangue per il petrolio. George Bush è uno sciocco ma quelli dietro di lui sono ben lontani dall'essere stupidi. Sono i baroni del petrolio e i giganti dell'industria militare. Vogliono fare quel che han sempre fatto le grandi potenze: usare il potere militare per acquisire l'egemonia economica. In altri termini: derubare i poveri per arricchirsi ulteriormente.

L'occupazione militare dell'Iraq durerà molti anni ed assicurerà all'America il controllo sia sulle enormi riserve petrolifere irachene che su quelle del mar Caspio e su tutte quelle arabe. Otterrà il controllo dell'economia mondiale ed impedirà la nascita di un blocco economico europeo competitivo ed indipendente. L'America sta combattendo contro l'Europa come contro l'Iraq. Questa è in parte la ragione del malumore europeo.

La Germania. La Germania è contraria alla guerra. Contro qualsiasi guerra. In nessun altro paese la reazione contro la guerra è stata tanto autentica e generata dai più profondi sentimenti delle masse. [...]

L'ebbrezza del potere. Questa è la prima guerra del 21mo secolo ed è di cattivo auspicio.
Questo secolo ha ereditato dai suoi predecessori un mondo con un'unica super potenza. L'America non ha rivali, nessun'altra combinazione di forze si può misurare con lei. Può fare letteralmente quel che vuole ed è quanto sta facendo adesso, apertamente e brutalmente. Quando l'America vinse facilmente e a buon mercato in Afganistan, usando bombe intelligenti e valigie piene di denaro, è stato chiaro che non poteva più fermarsi. Una gigantesca macchina come quella vuole continuare a combattere e a cercarsi un nemico. Adesso è l'Iraq. Chi sarà il prossimo? L'Iran? La Corea del Nord?

La stessa cosa è accaduta all'impero romano. Lo stesso è stato per Napoleone e per Hitler. L'ebbrezza del potere non conosce limiti. E nessuno di loro era nella situazione attuale degli Stati Uniti: l'unica potenza mondiale senza nemici in grado di contrastarli.

Una guerra ebraica? [...] paragrafo molto interessante.

Le divisioni del papa: "Quante divisioni ha il papa?" chiese Stalin sarcasticamente quando gli fu detto che il Santo Padre deplorava le sue azioni. Oggi la domanda è: quante divisioni sono al comando dell'opinione pubblica? [...]

Forse il 21mo secolo sarà testimone di una lotta fra la forza bruta di una super potenza economica e militare e l'opinione pubblica mondiale, con l'aiuto ora della moderna tecnologia.

Mercenari. E' una guerra combattuta da mercenari. I combattenti sono soldati professionisti, i figli dei poveri, fra cui molti negri. Quindi è facile per i cittadini della classe media, e in particolare per gli elettori repubblicani, approvare la guerra. Non saranno i loro figli ad essere uccisi.

Nel passato, la sinistra europea chiese l'abolizione dell'esercito professionista e l'introduzione della coscrizione generale. A quel tempo era un'idea "progressista".
Quando la sinistra è diventata forte, si è scordata di tutto questo.
La guerra del Vietnam fu ancora combattuta da soldati di leva. La resistenza alla guerra crebbe quando cominciarono ad arrivare le bare. George W.Bush che sostenne la guerra con tutto il cuore, non prese parte ai combattimenti. Suo padre gli procurò un lavoro che lo portasse a casa. Era solo un altro scansafatiche.

Ancora Jefferson: "Tremo davvero per il mio paese quando penso che Dio è giusto"

BAGHDAD. Due soldati britannici giacciono morti sulla strada che porta a Bassora, una ragazzina irachena, vittima di un’incursione aerea angloamericana viene portata all’ospedale, l’intestino le sbuca dal ventre. Una donna è ferita terribilmente e grida mentre il dottore cerca di toglierle un abito nero. Un generale iracheno, circondato da centinaia di soldati armati nel centro di Bassora annuncia che la seconda città dell’Iraq rimane saldamente in mano irachena. [...]La breve sequenza dei militari britannici morti, che tanto orrore ha suscitato iracheni che la televisione inglese ha fatto vedere negli ultimi 12 anni; immagini che mai in Tony Blair ieri, non è molto diversa dalle dozzine di altri clip simili di cadaveri di militari hanno suscitato sdegno o espressioni di condanna da parte del premier britannico. [...] Ma decisamente più terribili delle immagini dei soldati britannici caduti, sono le riprese fatte nel più grande ospedale di Bassora, dove vengono portati i feriti dei bombardamenti anglo-americani: si sentono le urla di dolore mentre vengono trasferiti in sala operatoria. Un uomo di mezza età giunge all’ospedale in pigiama, è intriso di sangue dalla testa ai piedi. Una bambina di circa quattro anni viene trasportata in sala operatoria su un carrellino: guarda sgomenta il proprio intestino che trabocca dal ventre squarciato. Un medico in camice azzurro versa dell’acqua sulla ferita, poi vi poggia delicatamente una garza prima di iniziare ad operare. [...]

The Independent  -  March 27, 2003
postato da: harmonia alle ore 23:20 | link | commenti (1)
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giovedì, marzo 27, 2003

INFINE

Kemal Burkay, poeta kurdo del secolo XX

Infine i villaggi di montagna
Rideranno
Fette di pane di orzo rideranno
Con loro.
Da tempo il sorriso
Ha abbandonato mia madre.
Molte cose devono cambiare
Il passato, il futuro.
Povertà e oppressione.
postato da: harmonia alle ore 09:24 | link | commenti (5)
categorie: poesia

Fiocchi di neve

Benché sia inverno

dal cielo fiori cadono, cadono.

Oltre le nuvole, in alto,

forse è primavera.

anonimo Giapponese

postato da: harmonia alle ore 08:55 | link | commenti
categorie: poesia
mercoledì, marzo 26, 2003

Quando ti porto giochi variopinti,

bambino mio, capisco finalmente

perché son così tanti i colori / delle nuvole e dell’acqua, e perché

i fiori sono pitturati così diversamente / quando ti regalo giochi variopinti.

Quando canto per spingerti a ballare, / bambino mio, capisco finalmente

perché c’è tanta musica nelle foglie, / e perché le onde mandano il coro delle

loro voci al cuore della Terra che le ascolta / quando canto per spingerti a ballare.

Quando metto i dolci nelle tue mani, / bambino mio, capisco finalmente

perché c’è il miele nel calice dei fiori, / perché i frutti si gonfiano in segreto

di tanti succulenti umori / quando metto i dolci nelle tue mani.

Quando per farti sorridere, / amore mio, capisco finalmente

il perché della gioia che spande / in cielo con la luce del mattino, e

della carezza del vento dell’estate / che mi sfiora le membra

quando ti bacio per farti sorridere.

Rabindranath Tagore

postato da: harmonia alle ore 21:30 | link | commenti (1)
categorie: poesia

The Independent - 23 Marzo 2003 - Robert Fisk

Noi bombardiamo, loro soffrono

Donald Rumsfeld dice che l'attacco americano su Baghdad è "una campagna aerea

mirata come non ve ne sono mai state", ma meglio che non cerchi di spiegarlo a

Dona Suheil, una bambina di cinque anni. Mi guardava, ieri mattina, con

l'alimentazione forzata al naso, una profonda smorfia sul piccolo volto mentre

cercava inutilmente di spostare la parte sinistra del suo corpo.

Il missile cruise esploso vicino casa sua, nella periferia di Radwaniyeh a

Baghdad, le ha conficcato proiettili shrapnel(*) nelle gambe esili, ora

tutte fasciate, e, molto più gravemente, nella sua colonna vertebrale.

Ha perso la capacità di movimento della gamba sinistra.

[...] Doha è stata la prima dei 101 pazienti portati all'ospedale

Al-Mustansaniya dall'inizio dell'attacco americano [...]

C'è qualcosa di insano, di osceno in queste visite all'ospedale.

Noi bombardiamo. Loro soffrono. Poi spuntiamo e fotografiamo

i loro figli feriti. [...] L'articolo si trova in www.Znet.org

Fisk vi racconta le vicende di persone ferite che hanno un'identità, un nome,

una storia individuale. Sono le storie dei tristemente noti "effetti collaterali".

(*) Proiettili costituiti da un involucro metallico riempito di pallini, tipicamente di piombo.

Dal nome dell'ufficiale inglese che nel XVIII sec. riempì una granata con proiettili. [NdT]

Documento originale We Bomb, They Suffer Traduzione De Simone.

postato da: harmonia alle ore 14:44 | link | commenti (2)
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[...] il conflitto dello «stupore e terrore»

l’espressione del Pentagono è un classico

slogan tratto dalle pagine della vecchia

rivista nazista Signal [...]


© The Independent - Robert Fisk






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martedì, marzo 25, 2003

 Questo spazio che si trova all'interno del cuore è altrettanto

vasto quanto lo spazio che abbraccia il nostro sguardo. L'uno e

l'altro, il cielo e la terra, vi sono riuniti; il fuoco e l'aria, il sole

e la luna, la folgore e le costellazioni, e tutto ciò che appartiene

a ciascuno di loro in questo mondo e ciò che loro non appartiene,

tutto ciò vi è riunito.

Chandogya-Upanishad

postato da: harmonia alle ore 22:11 | link | commenti
categorie: hinduismo

Le Essenze sono ognuna un vetro distinto

attraverso il quale è passato il Sole della Luce dell’Essere.

Ogni frammento colorato scintilla al Sole:

mille colori, ma la Luce è una sola.

 

Jami (XV secolo)

postato da: harmonia alle ore 15:06 | link | commenti (1)
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Noi sacrifichiamo all’immortale, splendente Sole

dai veloci cavalli. Quando la luce del Sole diventa

più calda, quando lo splendore del Sole diventa

più caldo, allora sorgono i celesti Yazata, a centinaia

e a migliaia: raccolgono la sua Gloria, si fanno tramite

della sua Gloria, versano la sua Gloria sulla Terra fatta

da Ahura, per accrescere le creature di santità, per

accrescere l’immortale, splendente Sole dai veloci cavalli.

 

AVESTA

postato da: harmonia alle ore 15:02 | link | commenti
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lunedì, marzo 24, 2003

CANTO DELL’ UOMO

CORO

Molte ha la vita forze

tremende; eppure più dell’uomo nulla, vedi, è tremendo.

Va sul mare canuto

nell’umido aspro vento,

solcando turgidezze che s’affondano

in gorghi sonori.

E la suprema fra gli dèi, la Terra,

d’anno in anno affatica egli d’aratri

sovvertitori e di cavalli preme

tutta sommovendola.

 

E la famiglia lieve

degli uccelli sereni insidia, insegue

come le stirpi

ferine, come il popolo

subacqueo del mare,

scaltro, spiegando le sue reti, l’uomo:

e vince, con frodi,

vaghe pei monti le fiere del bosco:

stringe nel giogo, folta di criniera

la nuca del cavallo e il toro piega

montano, infaticabile.

 

Diede a sé la parola

il pensiero ch’è come il vento, il vivere

civile, e i modi

d’evitare gli assalti

dei cieli aperti e l’umide tempeste

nell’inospite gelo, a tutto armato

l’uomo: che nulla inerme

attende dal futuro. Ade soltanto

non saprà mai fuggire,

se pur medita sempre

nuovi rifugi a non domati mali.

 

Con ingegno che supera

sempre l’immaginabile, ad ogni arte

vigile, industre,

egli si volge al male

ora, ora al bene. Se le leggi osserva

della sua terra e la fede giurata

agli dèi di sua gente,

sé con la patria esalta; un senza-patria

è chi s’accosta, per sua folle audacia,

al male. E non mi sieda mai vicino,

al focolare, e in nulla abbia comuni

suoi pensieri coi miei

chi così vive ed opera.

Sofocle, Antigone, vv. 332-375

postato da: harmonia alle ore 18:08 | link | commenti (2)
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domenica, marzo 23, 2003

 

La compassione non fa distinzione tra le persone che soffrono.

Il dolore di chi ha subito una violenza deve essere testimoniato.

La nostra compassione non deve essere asettica e astratta.

 

postato da: harmonia alle ore 23:27 | link | commenti
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Continuare a pensare richiede di affrontare gli aspetti terribili di una

guerra che coinvolge noi umani, uomini e donne, dovunque ci troviamo.

Le parole per esprimere quello che sento per gli USA le prendo da L'Unità,

da un articolo amaro che condivido e il cui autore è Robert Byrd, un senatore West Virginia.

Oggi piango per il mio Paese. Ho visto il volgersi degli eventi in questi ultimi mesi con il cuore, il cuore pesante. L’immagine dell’America non è più quella di un forte eppur benevolo mediatore di pace. L’immagine dell’America è cambiata. In tutto il pianeta i nostri amici non si fidano di noi, la nostra parola è messa in dubbio e le nostre intenzioni sollevano obiezioni.
Invece di ragionare con coloro con cui siamo in disaccordo, noi esigiamo obbedienza o minacciamo recriminazioni. Invece di isolare Saddam Hussein, isoliamo noi stessi. Proclamiamo una nuova dottrina di prelazione che è compresa da pochi e temuta da molti.
Dichiariamo che gli Stati Uniti hanno il diritto di muovere, nella guerra al terrorismo, la loro potenza militare su qualsiasi angolo del pianeta che possa essere sospetto. Noi asseriamo questo diritto senza alcuna approvazione da parte di organismi internazionali. Di conseguenza, il mondo è diventato un posto molto più pericoloso.
Sventoliamo la nostra superpotenza con arroganza. Trattiamo i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite come degli ingrati che offendono la nostra dignità di sovrani comportandoci come se dovessimo aprire loro gli occhi. Importanti alleanze si sono spaccate. Quando la guerra sarà finita, gli Stati Uniti dovranno ricostruire non solo la nazione irachena, ma anche l'immagine dell'America davanti a tutto il mondo.
Le argomentazioni che questa amministrazione cerca di produrre per giustificare la sua fissazione per la guerra sono macchiate da accuse di documenti falsi e prove indiziarie. Noi non possiamo convincere il mondo della necessità di questa guerra per una sola semplice ragione.
Questa guerra è frutto di una scelta.
Non c'è nessuna informazione credibile che colleghi Saddam Hussein all'11 settembre. Le Torri gemelle sono crollate a causa di un'organizzazione terrorista mondiale, Al Queda, con cellule in oltre 60 Paesi, che ha colpito la nostra ricchezza e la nostra influenza trasformando i nostri stessi aerei in missili, uno dei quali si sarebbe con ogni evidenza scagliato contro la cupola della sede del Congresso se non fosse stato per il coraggio e il sacrificio dei passeggeri a bordo.
La brutalità sperimentata durante l'undici settembre e durante altri attacchi terroristici in giro per il mondo dei quali siamo testimoni, costituisce il tentativo disperato e violento da parte di estremisti di bloccare la quotidiana invasione dei valori occidentali nelle loro culture. Noi combattiamo una forza non delimitata da confini, ma un'entità oscura fatta di molti volti, molti nomi e altrettanti indirizzi.
Tuttavia, questa amministrazione ha diretto tutta la sua rabbia, paura e dolore che emergono dalle ceneri delle Twin Towers e dal metallo torto del Pentagono, contro un mascalzone ben definito, una persona visibile che possiamo odiare e attaccare. Saddam è una canaglia, ma è quella sbagliata. E questa è una guerra sbagliata. Se attacchiamo Saddam Hussein, probabilmente gli toglieremo il potere ma l'entusiasmo dei nostri amici nell'assistere alla nostra guerra globale contro il terrorismo ci avrà già lasciato.
L'inquietudine generale che aleggia su questa guerra non è soltanto dovuta all' "allarme arancione". C'è un sentimento dilagante di fretta e rischio e di troppe domande senza una risposta. Per quanto tempo resteremo in Iraq? Quale sarà il prezzo? Quale la missione finale? Di quale entità il pericolo per le nostre case?
Un drappo nero è sceso sulla Camera del Senato. Evitiamo il nostro solenne dovere di discutere l'unico argomento nella bocca di tutti gli americani, anche quando migliaia dei nostri i figli e figlie in fede fanno il loro dovere in Iraq.
Cosa sta succedendo a questo Paese? Quando ci siamo trasformati in una nazione che ignora e rimprovera i suoi amici? Quando abbiamo deciso di rischiare, minare le disposizioni internazionali adottando un approccio radicale e dottrinario nell'uso massiccio e pauroso della potenza militare? Come possiamo abbandonare ogni sforzo diplomatico quando lo scompiglio mondiale sta chiedendo a gran voce una soluzione diplomatica?
Perché questo Presidente sembra non rendersi conto che il vero potere americano poggia non in una volontà intimidatoria, ma in una abilità ispiratrice?

Ogni volta che esprimo la mia opposizione alle scelte dell'amministrazione Bush, devo fare sforzi notevoli per far capire che non sono antiamericana, anzi credo che molti cittadini Statunitensi siano anche loro vittime di questa situazione. Robert Byrd ha spiegato molto bene la posizione di chi dissente e molti negli USA sono d'accordo con lui, e corrono il pericolo di essere considerati antipatrioti. Io continuo ad essere amica delle persone che popolano gli USA, come sono amica di tutte le persone che popolano la Terra, anche se in molti casi dissento fortissimamente dalle politiche dei diversi governi al potere.













postato da: harmonia alle ore 22:06 | link | commenti (3)
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                         La grande Terra

                                                        ALbe rosate tramonti

                                     infuocati furiA di venti tuoni lampi

                                 torrenti di piogGia cieli sereni

                     arcobaleni frange di ciRri nembi di panna

                                     lune annebbiAte luna lucenti soli

                                smaglianti di caNti di uccelli fiumi profumi

                              nidi di aquile orriDi valli vertigini di roccia città     

            di sassi mari di sabbia mantElli di larici autunnali

                          velluti verdi di abeTi betulle argentate sequoie

giganti querce frondose salici piangEnti cuscini di muschio renne

                          brucanti elefanti gRu coccinelle aironi gazzelle

                  grovigli di mangrovie intRighi tropicali di verde mare

           pesci abissi labirinti di smerAldo tesori da salvare

 

Sandor Petofi

postato da: harmonia alle ore 19:19 | link | commenti (1)
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sabato, marzo 22, 2003

OM MANI PADME HUM

L'essenza di tutti gli esseri è la terra,

l'essenza della terra è l'acqua,

l'essenza dell'acqua sono le piante,

l'essenza delle piante è l'uomo,

l'essenza dell'uomo è la parola, [...]

Upanisad

postato da: harmonia alle ore 10:08 | link | commenti (3)
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L'operazione militare degli angloamericani si chiama:

        colpisci e terrorizza

A chi e a che cosa fa pensare questa trasparente denominazione?

Non solo gli iracheni, ma tutti i normali uomini e donne

sono terrorizzati.

Credo che anche molti amici statunitensi provino la nostra

stessa angoscia e cerchino di ribellarsi.

Nel più grande Paese democratico del mondo il dissenso

è difficile e pericoloso. Ho sentito parlare di arresti di un

certo numero di pacifisti. Bisogna saperne di più.

postato da: harmonia alle ore 08:24 | link | commenti
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venerdì, marzo 21, 2003

 Il giacinto blu è il fiore che orna

la tavola tradizionale del Capodanno Iraniano.

 

Il narciso addormentato

uscì dal sonno proprio mentre

il loto scostato il suo acqueo velo

incominciava a sognare. [Farrokhi - XI sec.]

Un giacinto blu e qualche verso per fare gli auguri agli Iraniani.

Oggi in Iran è Capodanno, primo farvardin del 1382. Gli Iraniani

hanno festeggiato l’inizio del nuovo anno esattamente alle 04:29:45 AM,

nel momento preciso dell’inizio dell’equinozio di Primavera.

E’ NoRuz, il Nuovo Giorno, simbolo della rinascita

in accordo con la natura. E ora una poesia di RUMI

Ascolta il giunco abbandonato

Che divelto dal canneto

Vive in una tempesta

Di amore appassionato e di dolore.

Pur vicino, nessuno può vedere

Né sentire il segreto del mio canto.

Fosse qui un amico che capisse il messaggio

E confondesse la sua anima con la mia!

Sono bruciato dalla fiamma d’amore

E vino d’amore è quello che mi ispira.

Se vuoi sapere come sanguinano gli amanti

Ascolta, ascolta il giunco.

postato da: harmonia alle ore 20:37 | link | commenti (2)
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giovedì, marzo 20, 2003

Veglia

Un'intera nottata

buttato vicino

a un compagno

massacrato

con la sua bocca

digrignata

volta al plenilunio

con la congestione

delle sue mani

penetrata

nel mio silenzio

ho scritto

lettere piene d'amore

Non sono mai stato

tanto

attaccato alla vita

G. Ungaretti

Vorrei protestare anch'io contro la crudeltà e l'orrore della guerra

"scrivendo lettere piene d'amore". Ho ritrovato una poesia del mio

Rabindranath Tagore che m'inonda di luce, amore e gioia.

Luce, mia luce, luce che colma

il mondo, che bacia gli occhi,

che addolcisce il cuore!

 

Ah, la luce danza, amato mio,

al centro della vita; la luce tocca

le corde del mio amore; e s'apre

il cielo, il vento soffia violento,

il riso corre sulla terra.

 

Le farfalle spiegano le loro vele

sul mare della luce. Gigli e gelsomini

si levano in alto, sulla cresta della luce.

 

La luce si frantuma in oro su ogni nube

e sparge gemme a profusione. Di foglia

in foglia, amato mio, felicità

ti piove senza misura sulla testa.

Il fiume del cielo è straripato e la piena

inonda il mondo di gioia. 

postato da: harmonia alle ore 22:10 | link | commenti (4)
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BERTOLD BRECHT
(Germania, 1898 – 1956)


Generale, il tuo carro armato è una macchina potente

spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.
Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d'una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.
Generale, l'uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.

 

L'addormentato della valle

E' una gola di verzura dove il fiume canta
impigliando follemente alle erbe stracci
d'argento: dove il sole, dalla fiera montagna
risplende: è una piccola valle che spumeggia di raggi.

Un giovane soldato, bocca aperta, testa nuda,
e la nuca bagnata nel fresco crescione azzurro,
dorme; è disteso nell'erba, sotto la nuvola,
pallido nel suo verde letto dove piove la luce.

I piedi tra i gladioli, dorme. Sorridente come
sorriderebbe un bimbo malato, fa un sonno.
O natura, cullato tiepidamente: ha freddo.

I profumi non fanno più fremere la sua narice;
dorme nel sole, la mano sul suo petto
tranquillo. Ha due rose ferite sul fianco destro.

Arthur Rimbaud
(1854 - 1891)




























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Promemoria

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno
.

Ci sono cose da far di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.

Gianni Rodari
(1920 - 1980)











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e  così  è  accaduto

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